Spopola la “Dieta delle bacchette”

Niente consigli precisi sugli alimenti si e gli alimenti no, semplicemente un modo di mangiare e di approcciarsi al cibo differente da nostro solito. Tra le pagine di questo libro, pubblicato oggi in Italia da Guido Tommasi editore, viene spiegato come sia molto più difficile e allo stesso tempo efficace utilizzare le bacchette della cucina orientale per mangiare al posto delle nostre posate.

I segreti che queste abitudini possono comportare sono diversi e possono avere tutti dei risvolti molto positivi in secondo luogo sul nostro girovita.

1. La lentezza: mangiare utilizzando le bacchette comporta molta più attenzione e difficoltà di una normale forchetta, quindi si è poi portati non solo a impiegare molto più tempo per mangiare ma anche per assumere una quantità inferiore di cibo

2. Il senso si sazietà: dal momento in cui si inizia a mangiare, il cervello registra il senso di sazietà dopo circa 20 minuti, quindi allungando i tempi di assunzione del cibo, si raggiunge prima questo momento mangiando meno

3. 80%: utilizzare le bacchette per mangiare da un tocco di orientale al pasto, quindi si è portati ad assumere quasi inconsapevolmente le abitudini di certe popolazioni; in Giappone è d’uso “mangiare fino a quando si è sazi all’80% e non oltre [hara hachibu]”

4.Porzioni piccole: un altro trucco da adottare dalla cucina orientale è quello di comporre delle porzioni più piccole in modo da non invogliare l’occhio a mangiare di più

5. Alimentazione Giapponese: se si sono prese le bacchette si può adottare anche l’alimentazione dei giapponesi, ovvero a base di riso, pesce fresco e verdure, che hanno un giusto bilanciamento tra carboidrati, vitamine e proteine

in: Salute e Benessere
07 agosto 2016
di alessio