Speranza per Pernigotti: spunta un acquirente

Il 2018 potrebbe essere l’anno che segna non solo la rinascita del marchio italiano Melegatti ma anche l’anno che non permette la perdita di un’altra azienda importante del nostro territorio, la Pernigotti. Da settimane ormai la notizia dell’imminente chiusura è diventata quasi una certezza, nonostante l’intervento dei sindacati e del sindaco di Noto entrambi pronti a trovare una soluzione contro la decisione dei proprietari.

Fino ad oggi non si era vista alcuna speranza, ma le cose sembra che stiano per cambiare. Spunta infatti il nome di un possibile acquirente, un imprenditore italiano che si direbbe pronto ad acquistare l’azienda per darle nuovamente un futuro.

Questi è Riccardo Piacenza, imprenditore tessile di Fubine Monferrato, in provincia di Alessandria, conosciuto per la maglieria in cachemire “Sono pronto per acquistare Pernigotti con tutto il personale, per continuare a produrre gianduiotti e torrone”. Queste le sue parole ai quotidiani nazionali, affermazioni non solo che danno speranza ai dipendenti destinati al licenziamento ma anche al made in Italy che non andrebbe così a perdere uno dei suoi marchi storici.

“Ho già fatto sapere delle mie intenzioni all’azienda, al governo e ai rappresentanti del territorio in Parlamento. I turchi non sono disposti a cedere il marchio? Non è un problema: ne fonderò uno mio”, ha proseguito l’imprenditore, che trova ancora dei dubbi da parte dei sindacati “In questo momento abbiamo bisogno di concretezza e di proposte sensate. Il percorso da seguire è tracciato. Il nostro obiettivo è ottenere due anni di cassa integrazione per ristrutturazione aziendale”, afferma Tiziano Crocco, segretario provinciale della Uila-Uil.

L’impegno di Piacenza però è serio e questi ci tiene ad insistere che il suo acquisto sarebbe per il pacchetto completo, ovvero con tutti i dipendenti “Faccio l’imprenditore da quarant’anni e so che il valore più grande di un’azienda è rappresentato dai dipendenti, perché le loro competenze non si possono sviluppare da un giorno all’altro. Li riassumerei tutti, dipendenti diretti (cento) ed interinali (tra i 130 ed i 150)”.

 

in: Notizie Dal Mondo
21 novembre 2018
di alessio