Pernigotti, il sindaco di Novi contro la chiusura “Assurdo”

Pernigotti chiude lo stabilimento di Novi Ligure. Una grande perdita per il Made in Italy e per le oltre 100 famiglie dei lavoratori che molto presto verranno lasciate a casa.

Una notizia questa che è apparsa ieri su tutti i quotidiani nazionali e ha lasciato a bocca aperta, e con un po’ di tristezza nel cuore, milioni di italiani. Il settore dolciario funziona bene in Italia eppure sembra che la proprietà abbia deciso di chiudere perché registra problemi in questo ambito.

Ad intervenire sul caso, con una dichiarazione pubblica, è il sindaco di Novi. Rocchino Muliere si è espresso in mood contrario a questa decisione, mettendosi poi a disposizione dell’azienda per trovare insieme soluzioni che evitino questo problema.

E’ una decisione assurda e inaccettabile. Occorre capire le cause che hanno portato la proprietà a presentare sempre solo perdite, nonostante il settore dolciario tiriha dichiarato, aggiungendo ancheParliamo di una proprietà che non ha mai investito un euro sullo stabilimento.

Stando alle parole del sindaco, non si capisce bene il reale motivo per cui la proprietà abbia deciso di annunciare la chiusura. “Ho già informato il prefetto, Antonio Apruzzese, e tutti i parlamentari del territorio, perché la questione deve diventare di rilievo generale ed essere trattata a tutti i livelli istituzionali con la massima attenzione ha detto ancora, mettendosi a completa disposizioni dei dipendenti “Sono al fianco di operai, rsu, sindacati, con i quali definire i passi successivi da fare per trovare, insieme, soluzioni alternative alla cessata attività. Non rinunceremo mai a un marchio storico, che la proprietà vorrebbe tenere, ma non si sa per cosa farne. La Pernigotti è patrimonio di Novi e dei novesi, oltre che un grande nome conosciuto che non può finire così”.

Infine ha concluso “La chiusura della Pernigotti è un’offesa alla storia della nostra città e le modalità con cui sta avvenendo sono inaccettabili. Si tenterà la carta istituzionale, con il coinvolgimento del Prefetto, dell’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero e, tramite i parlamentari locali, del Governo, per l’apertura di un tavolo di crisi.”.

 

in: Notizie Dal Mondo
08 novembre 2018
di silvia