“Niente McDonald’s alle Terme di Caracalla” il Mibac nega il permesso

Dal 1 agosto il cantiere a ridosso delle Terme di Caracalla dove si stava lavorando alla realizzazione di un gigantesco fast food della catena McDonald’s si ferma. Il ministero per i Beni e le attività culturali con un atto firmato dal direttore generale della Direzione Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Gino Famiglietti, ha disposto la sospensione dei lavori. Il provvedimento è già stato notificato dai militari dell’Arma alla ditta esecutrice.

Le Terme di Caracalla sono uno dei più grandiosi esempi di impianti pubblici imperiali a Roma, ancora conservate per gran parte della loro struttura e, a differenza di molti altri edifici coevi, libere da edifici moderni.

Il progetto di McDonald’s comprendeva un’area coperta di 800 metri quadri e doveva sorgere all’interno del capannone – casale del vivaio, più un’ area Mc Drive, per ordinare direttamente dall’auto e un Mc Café, con 250 posti a sedere tra interno ed esterno. Era prevista anche una serra da 180 metri quadri, secondo l’azienda, per mantenere il legame con il vivaio e la riqualificazione della vicina via Antoniniana, la strada che taglia il complesso delle Terme fra via Baccelli e il viale omonimo. E sarebbero state assunte dalle 50 alle 80 persone.

Ma, a parte le perplessità sull’opportunità di aprire un McDonald’s in un luogo storico, le polemiche riguardavano anche i volumi di traffico previsti intorno al ristorante.

Il Mibac era già intervenuto “prontamente” per annullare, in autotutela, la procedura autorizzativa per la costruzione. Ora il vero e proprio stop. E già nei giorni scorsi, il ministro Alberto Bonisoli aveva fatto capire l’aria che tirava sul tema: “Non mi piace l’idea così come non mi piaceva l’idea di una ruota panoramica davanti agli scavi di #Pompei. Il nostro patrimonio culturale merita di essere trattato bene, in modo dignitoso, con garbo, attenzione e tanto rispetto”.

Immediato anche il plauso della sindaca Virginia Raggi: “Avanti con Mibac per stop costruzione fast food nell’area archeologica delle Terme di Caracalla. Le meraviglie di Roma vanno tutelate” twitta. La decisione del Ministero è stata preceduta da una serie di contatti telefonici tra il Campidoglio e il Mibac che hanno condiviso la necessità di una valutazione politica del progetto, prima che burocratica o amministrativa. E hanno manifestato le stesse preoccupazioni per un progetto che rischiava di impattare in modo irrimediabile su un’area archeologica e storica unica al mondo.

in: Notizie Dal Mondo
01 Agosto 2019
di silvia