Da Milano a Rio in occasione delle Olimpiadi: la risposta di Massimo Bottura è una mensa

Obiettivi di questo progetto, come quello di Milano, sono il recupero dei cibi, la riduzione degli alimenti eliminati e il desiderio di aiutare le persone in difficoltà. Il progetto è nato in seguito alla richiesta a Massimo da parte di David Hertz, presidente dell’associazione brasiliana no-profit “Gastromotiva“, di una mensa come quella di Milano per aiutare le persone in difficoltà che popolano le favelas brasiliane.

I suoi commenti a caldo dopo i primi giorni di apertura rivelano che anche qui questo progetto ha davvero avuto un grandissimo successo, ed è per questo motivo che bisogna impegnarsi per portarlo avanti sempre “È un momento nel quale attraverso la cultura, la coscienza e il senso di responsabilità, abbiamo deciso di rispondere all’Expo, alla domanda “Nutrire il Pianeta. Combattere lo spreco”. Tutto nasce dal primo Angelus di papa Francesco, quando sento: “Buona domenica! Buon pranzo a tutti!”. Tre parole così semplici, ma così piene di significato, per un cuoco come me, che ha avuto tutto dalla vita. […] Il desiderio è quello di aiutare tantissime persone. Qui ieri sera, al terzo giorno di servizio, erano tutti fuori in fila, e c’erano le famiglie. È stato toccante! E poi c’erano tanti viados, che dopo ritornano per strada. E allora ci siamo fermati per strada a parlare con loro; abbiamo chiesto a questi ragazzi di venire a darci una mano, così magari – abbiamo pensato – potevano riuscire a trovare un modo per fare qualcosa di diverso rispetto al vendere il proprio corpo. Certo – lo capisco – è molto difficile, anche per via della mentalità… Però, se nessuno ci prova… E invece così magari si trova una soluzione!“.

La creazione di queste mense è un progetto che Massimo Bottura vorrebbe portare ovunque nel mondo: Los Angeles, il Bronx e in tutti gli Stati Uniti, fino ad arrivare se possibile in ogni angolo del pianeta dove ci sono persone in difficoltà.

in: Notizie Dal Mondo
17 Agosto 2016
di alessio