L’olio extravergine non è extravergine

Indagate diverse aziende per la frode olio: vendevano olio spacciandolo per extravergine, quando invece tale non era. Questa bugia è un reato: per questo motivo la procura di Torino ha aperto un’indagine.

Si era già parlato tante volte del cibo e dei problemi legati ad esso in fatto di contraffazione; uno dei nostri alimenti che vengono più contraffatti all’estero è l’olio extravergine d’oliva. Oggi il problema torna nuovamente a galla ma rimaniamo entro i confini nazionali: sono infatti diverse aziende che hanno inserito nel commercio “olio extravergine d’oliva”, ma in realtà il prodotto venduto non era quello dichiarato.

La truffa è un reato. Per tutelare il marchio del Made in Italy ma sopratutto anche il consumatore si è mossa la procura di Torino aprendo una grande indagine: sono stati prelevati diversi campioni di questi oli e sono stati analizzati, evidenziano che il prodotto contenuto nelle bottiglie era di qualità inferiore rispetto a quella dichiarata, in più venduto ad un prezzo non idoneo ad esso.

I marchi interessati sono Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (nella versione confezionata per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin). La Coldiretti denuncia il rischio di frodi favorito dal record di importazioni: nel 2014 sono arrivate dall’estero 666 mila tonnellate di olio e sansa, più del 38% rispetto all’anno prima.

in: Notizie Dal Mondo
11 Novembre 2015
di silvia