Le cattive abitudini alimentari sono la causa del fegato grasso

Alla base delle malattie che colpiscono il fegato c’è l’alimentazione, le cattive abitudini alimentari portano problemi di salute e come evidenziano queste indagine, a pagarne maggiormente sono le persone che hanno compiuto il 40esimo e 50esimo anno di età.

A far luce, ancora una volta, sull’importanza di un’alimentazione ricca di frutta & verdura è il professore di gastroenterologia dell’Università di Catanzaro “Chi consuma una dieta ricca di frutta e verdura ha un microbiota ricco di tante specie batteriche diverse (Actinobatteri, Bacteroides, Firmicutes, Proteobatteri), mentre chi indulge in una dieta occidentale o nel cibo ‘da fast food’ presenta un microbiota ricco solo di Firmicutes. Questo squilibrio predispone a maggior stress ossidativo, a un aumento della permeabilità  a livello dell’intestino, con conseguente passaggio delle tossine batteriche e di altre componenti tossiche nel circolo portale che le veicola al fegato, dove provocano danni e facilitano l’infiammazione”.

Il problema del fegato grasso è una patologia molto diffusa, tanto da registrare una percentuale del 25% di individui che riscontrano questo problema. Il dato rivelato dalla SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia) è molto negativo e lancia un allarme sull’alimentazione di oggi e sulle cattive abitudini che si diffondono sempre più rapidamente, soprattutto tra i giovani che un domani potrebbe ritrovarsi con seri problemi di salute.

Interviene sul caso il presidente di SIGE, Antonio Craxi “Nel corso degli ultimi millenni l’evoluzione costante della specie umana ha selezionato gli individui più capaci di accumulare grassi, premiandone la maggiore resistenza alla malnutrizione. Questo assetto genetico ‘frugale’ costituiva un importante vantaggio in tempi di fame e carestie, ma si è trasformato in uno svantaggio potenzialmente letale per le conseguenze metaboliche (diabete, malattie cardiovascolari), nel momento in cui il nostro profilo alimentare si è arricchito a dismisura di fonti caloriche e nel contempo l’attivita’ fisica si è ridotta. Se nasciamo già predisposti ad accumulare troppo, a peggiorare le cose generando una vera e propria epidemia di fegato grasso interviene una dieta ricca di grassi e di calorie, tipica dei regimi dietetici di tipo occidentale. Negli ultimi anni, tuttavia, ci si è resi conto che questo effetto negativo delle diete piene di ‘cibo spazzatura’ non è sempre diretto, ma anche mediato da un ospite silenzioso e importantissimo per la salute: il microbiota intestinale”.

La soluzione migliore per non incorrere mai in problemi di nessun genere (ovviamente intolleranze permettendo) è quella di adottare la classica e perfetta dieta mediterranea che risulta perfettamente bilanciata e facilmente accessibile, non determinando in alcun modo squilibri nutritivi, che spesso si riscontrano anche nelle alimentazioni vegetariane e vegani.

in: Salute e Benessere
28 aprile 2017
di silvia