La durata di un pasto? 20 minuti

 

 

…il tempo corretto è 20 minuti, o almeno non meno di così. Questo risultato è stato dato da due studi distinti che sostengono però uno stesso credo “rallentare il ritmo aiuta a far crescere con progressività il senso di sazietà e, di conseguenza, evita gli eccessi che conducono all’obesità”:

 

1. la prima ricerca, vista su Nutrition, metabolism and cardiovascular disease, è stata condotta in Corea del Sud su un corposo campione composto da ottomila persone: gli uomini etichettati come “mangiatori veloci” hanno fatto registrare, rispetto a quelli “più lenti” una probabilità maggiore di sviluppare alcuni fattori di rischio cardio-metabolico, cioè alti livelli di glucosio nel sangue e bassi livelli di colesterolo cosiddetto buono.

 

2. la seconda invece condotta in Giappone su 170 individui fra i 40 e i 59 anni e pubblicato su Nutrition Journal, ha rivelato che mangiare in fretta dà origine a livelli più elevati di una citochina infiammatoria; secondo gli scienziati giapponesi produce uno stato infiammatorio per l’organismo che può a sua volta aprire la strada all’ obesità e alle sue principali complicanze: il diabete e le più diffuse malattie cardiovascolari.

 

Questo risultato è stato commentato anche dalla direttrice dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma: “Ciò che è assodato è che 20 minuti, da quando si comincia a mangiare, è il tempo minimo che occorre affinché al nostro cervello arrivi il segnale di sazietà. Per questo, chi mangia più in fretta introduce più calorie del necessario. Non dobbiamo poi dimenticare che la prima digestione avviene in bocca: chi mangia rapidamente digerisce con più difficoltà. Per tutti questi motivi è importante dedicare il giusto tempo a tutti i pasti, anche a quelli consumati fuori casa“.

 

in: Salute e Benessere
10 Novembre 2012
di silvia