La cura della Celiachia direttamente dal glutine: la nanoparticella che risolverà il problema

Il risultato di una sperimentazione clinica fase II condotta da Northwestern Medicine potrebbe aprire le porte a una possibile cura per la celiachia, la malattia autoimmune che, come emerso durante il convegno annuale ‘The Future of Celiac Disease’ (promosso dall’Associazione Italiana Celiachia), in Italia colpisce circa 600mila persone.

La vita di questi pazienti potrebbe migliorare ulteriormente grazie a una nanoparticella iniettabile contenente glutine. La nanoparticella contenente glutine, iniettata nel sangue viene subito captata da cellule immunitarie (i macrofagi) che letteralmente ingoiano il suo “cargo” e avvertono altre cellule immunitarie della sua innocuità, cosicché si prevengono reazioni avverse al glutine.

Il trattamento elimina ogni reazione infiammatoria a carico delle pareti intestinali cui i pazienti celiaci vanno inesorabilmente incontro quando consumano glutine.

I pazienti trattati nel corso dello studio clinico sono riusciti a consumare alimenti contenenti il glutine per 14 giorni senza conseguenze negative. Il nanodispositivo è stato già posto al vaglio della Fda statunitense e sarà ora testato anche per altre malattie autoimmuni e per allergie alimentari come quella alle arachidi; oggi questa nanoparticella si è rivelata in grado di eliminare ogni reazione infiammatoria a carico delle pareti intestinali, con cui i celiaci devono convivere ogni volta che ingeriscono dei cibi come la pasta, la pizza o il pane.

Si tratta di un passo avanti notevole rispetto all’unico approccio attualmente praticabile in caso di celiachia, ossia la dieta di privazione.

in: Alimentazione
25 Ottobre 2019
di alessio