La chiamano “pornografia del cibo”

Un’espressione che attira subito la curiosità di tutto, un termine che indica qualcosa che ci attira e che allo stesso tempo di spaventa. La food-pornography non è altro che un’associazione del cibo a un mix di emozioni e idee, molto ben diverse da quelle che rimandano all’idea di pornografia classica.

L’idea di “pornografia del cibo” però non nasce oggi, ma fu menzionata per la prima volta 32 anni fa, quando nel libro “Female Desire: Women’s Sexuality today” scritto da Rosaling Coward nel 1984, si parlava di estetica dei piatti e del cibo, di voler spettacolarizzare sempre di più tutto quello che riguarda l’alimentazione, mettere in scena e documentare ogni piatto.

Oggi il cibo ha un altissimo valore estetico, di esibizione, di bellezza; un chiaro esempio e giustificazione di quando detto è il fatto che sui social oggi più del 50% delle foto pubblicate ritraggono, in ogni forma e colore, proprio gli alimenti.

La nuova attenzione che sempre più viene data al valore estetico del cibo è la dimostrazione di quanto appena detto: il voler far apparire il cibo come qualcosa di perfetto e sublime, renderlo esibizionista è appunto la “pornografia del cibo”, voler portare all’estimo il concetto di esibizione trasformando il soggetto in esibizionistico.

in: Notizie Dal Mondo
04 Luglio 2016
di silvia