Intelligenza, nella pelle e nel DNA. Watson a rischio Nobel per le sue affermazione su bianchi e neri

Il Premio Nobel James Watson si è recentemente ritrovato al centro delle polemiche per alcune sue affermazioni, ritenute razziste. Il tema è quello dell’intelligenza umana che lui ha definito essere “differente tra bianchi e neri”, in particolare con questi ultimi di un livello decisamente inferiore rispetto ai primi.

A sostegno della sua affermazione, Watson ha portato alcuni studi che dimostrano come il DNA sia il vero rivelatore di questo aspetto “Esistono alcune prove scientifiche che dimostrano una differenza intellettiva e cognitiva tra bianchi e neri” ha dichiarato il biologo co-scopritore della struttura a doppia elica del DNA I neri presentano un quoziente intellettivo inferiore a quello dei bianchi, a causa di una particolare conformazione del Dna di questi ultimi” ha sostenuto ancora.

Una tesi questa non nuova agli onori della cronaca, visto che già nel 2007 aveva parlato di questa tema, ricevendo l’immediato licenziamento  dall’Università di Cambridge.

L’uomo è stato subito accusato di essere razzista e bigotto, ma ci sono vari sostenitori della sua tesi, come prima di tutto la famiglia e i figli che ne hanno immediatamente preso le difese sostenendo la sua ricerca “Mio padre è stato subito dipinto come bigotto e razzista, ma ritengo ridicole tali accuse. Ha semplicemente condiviso quello che è emerso dalle sue ricerche nel campo della genetica. Mio padre ha trascorso quasi tutta la vita in laboratorio e ogni sua parola si basa solo sulle evidenze scientifiche raccolte in oltre sessant’anni di attività. Il mondo accademico gli deve rispetto”.

in: Notizie Dal Mondo
14 Gennaio 2019
di silvia