Il kebab diventa un piatto 100% tricolore

Il Kebab è il piatto simbolo della tradizione culinaria turca, quindi di italiano proprio non ha assolutamente nulla. La diffusione del Kebab e dei suoi punti vendita nelle nostre città è oggi altissima tanto che ad ogni angolo della città se ne può quasi trovare uno. 

Il Kebab è un piatto che agli italiani piace, quindi perché non cercare di renderlo italiano al 100%? Impossibile alcuni pensano, eppure qualcuno ci è riuscito, trasformare questo piatto turco in un piatto tricolore è stato possibile: i ringraziamento vanno a Riccardo Cortese e Federico Pinna, due imprenditori del food under 35 con la creazione del Mariù Kebab.

Siamo a Milano, dove la Mariù kebabberia gastronomica ti permette di crearti da solo il tuo panino: si sceglie infatti tipo di pane, carne di produzione italiana condita solo con spezie (arrosto di vitello o pollo) ma anche doner vegetariano e una formula tra kebab “classico” (con cipolle, salsa allo yogurt e harissa, tra le altre) o kebab “gastronomico”, con ingredienti come guacamole, lardo, salsa al pistacchio, crema al carciofo o al tartufo, friarelli ecc.

Grazie alle loro esperienze e alla loro passione in comune, Riccardo e Federico hanno fondanti anche Foodation, start up specializzata nella realizzazione e gestione di format di “fast & casual dining”.

Subito intervistati per rendere felici tutti i curiosi, è stato chiesto loro di questo progetto Mariù, cos’è e quel’è il loro stile.

La qualità dei prodotti utilizzati in cucina, una grande attenzione per l’arredo dei locali e per la comunicazione, sono certamente il marchio di fabbrica dei progetti targati Foodation. Ogni formula ha una forte identità e un concept molto chiaro.
Mariù è la prima kebabberia gastronomica in Italia, rivoluziona il modo in cui fino ad oggi è stato percepito il kebab che qui è ispirato dalla tradizione italiana, coniugando la preparazione della carne, in verticale alla maniera mediorientale, con ingredienti nuovi per questo piatto in un perfetto mix delle due tradizioni culinarie.
ll nome Mariù, diminutivo affettuoso di Mariuccia, è quello della donna a cui Vittorio De Sica dedicò la nota canzone degli anni ‘30. E’ la donna di quei tempi, la nonna di oggi, a ispirare con i suoi insegnamenti in cucina la lista degli ingredienti e il design del locale.“.

in: Notizie Dal Mondo
30 ottobre 2014
di silvia