Il cibo è commestibile? La data di scadenza non sempre serve

Ancora una volta ci ritroviamo ad affrontare il delicato e triste argomento dello spreco alimentare: quanto cibo viene buttato via? Quanto di questo potrebbe essere ancora commestibile? La data di scadenza che viene indicata sulle confezioni è indicativa e non tassativa; sono tantissimi i cibi che anche dopo tale data, per tempi diversi, risultano ancora commestibili senza alcun rischio per al salute.

Il problema è che viviamo ossessionati dalle date di scadenza dei prodotti che consumiamo e conserviamo, ma spesso ci dimentichiamo del fatto che quelle date non indicano  limiti invalicabili, al di là dei quali i prodotti in questione non sono più commestibili. Al contrario, per la maggior parte dei prodotti confezionati quella data indica semplicemente il limite entro cui i prodotti in questioni sono “perfetti”.

Ma quali e come sono ancora commestibili questi precisi alimenti? Alcuni studi hanno diviso gli alimenti in tantissime categorie, partendo proprio da quelli in scatola, precotti o cucinati.

L’esempio più semplice per capire meglio è quello delle uova: la data di scadenza che viene indicata sulle confezioni serve in realtà ai supermercati come indicazione di vendibilità, nella realtà però le uova durano fino a 5 settimane e per provare se questa cosa è vera basta adottare uno dei vecchi rimedi della nonna, ovvero mettere un uovo in una ciotola con dell’acqua e vedere se galleggia (da buttare) o affonda (commestibile).

In conclusione mai prendere alla lettera la data di scadenza: si questa è importante ma è solo indicativa.

in: Scuola di cucina
21 agosto 2015
di silvia