I liquori base per i cocktail: Whisky

 

Il Whisky è una particolare acquavite ottenuta dalla distillazione di mosti fermentati di malto, grano e avena; il malto in particolare viene essiccato con combustibili fumogeni che conferiscono alla bevanda il suo tipico gusto. A seconda della zona di produzione, il whisky assume sia una sfumatura di colore che un gusto differente.
SCOTCH: questo è il whisky che viene fatto distillare e stagionare in Scozia, ha una “struttura” tra le più complesse della sua “famiglia” e il suo aroma riserva particolarissime combinazioni di dolcezza e secchezza. La sua dolcezza deriva dall’orzo maltato (ingrediente principale), mentre la secchezza è data dal procedimento di essicatura dei cereali in fornaci alimentate dalla torba dei locali giacimenti.
LOWLANDS: non è il nome di un whisky, ma la sua zona di produzione; questa, grazie alla lontananza dei venti costieri (la salsedine di questi fortunatamente non intacca i raccolti di malto) e alla vicinanza del fiume Tay, è una zona che rende il sapore del whisky particolarmente dolce e delicato.
HIGHLANDS: è la regione più estesa della Scozia, dove la produzione di whisky è “mista”, cioè ne vengono prodotte molteplici varietà. Bisogna quindi dividere questa regione in tre parti per delineare tre whisky differenti: nella zona occidentale il whisky ha un sapore solido e secco con un tocco di fumo di torba, nella zona settentrionale invece ha un carattere speziato e dall’aroma di erica (questo grazie all’ubicazione costiera delle distillerie), infine nella zona orientale e centrale il whisky diventa più fruttato. Nessuna però di queste zone viene riconosciuta come una ragione, ma invece l’area centrale “Speyside” ha il titolo di Patria della Distillazione del Malto; qui il whisky prodotto è famosissimo per la sua eleganza e complessità e anche per una raffinata fumosità (ha il nome di whisky Single Malt).
CAMPBELTOWN: una piccola penisola che ad oggi ospita solo 3 distillerie (in passato queste erano 30), produce due diversi whisky Single Malt, ottenuti rispettivamente da un malto poco torbato e da un processo di essiccazione in fornaci più fumose. Caratteristica dei whisky di questa zona, è un aroma leggermente salato.
ISLAY: tre le più grandi isole produttrici di whisky, questa è molto ricca di torbiere e sferzata dai venti, ha 8 distillerie lungo la costa anche se non tutte ad oggi risultano attive. I suoi Single Malt sono conosciuti per il loro aroma misto tra alghe e salsedine.
In ultimo ci sono il whisky irlandese, quello americano e quello canadese; il primo è caratterizzato da un impiego sia di orzo maltato che non, miscelati insieme, dalla macinazione di questi e la successiva mescolazione con acqua purissima (l’Irlanda è una zona ricchissima di sorgenti di acqua pura), la fermentazione in quanto gli amidi contenuti nell’infuso di malto vengono convertiti in liquido zuccherino chiamato Mosto di Malto che a sua volta viene trasformato da appostiti macchinari in alcool leggero, in ultimo tre distillazioni diverse, una successiva all’altra, che rendono il whisky puro leggero e delicato. Il secondo, quello americano, comprende una grande categoria di whisky ottenuti dalla miscela di varie distillazioni di cereali fermentati e stagionati; tra i più famosi whisky americani ricordiamo il Bourbon. In ultimo quello canadese, conosciuto meglio come il “whisky di segale”, questo perché la sua produzione ha proprio l’obiettivo mescolare il whisky di segale con distillati relativamente neutri; questo però non lo rende di segale al 100%, anche se ormai ha quasi sostituito il whisky di segale puro che era originario degli Stati Uniti. I liquori canadesi sono caratterizzati da un sapore speziato e agrodolce, che viene alleggerito dalla loro miscelatura.

 

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in: La nostra cucina
02 Agosto 2012
di silvia