Gualtiero Marchesi: “La cucina? Non è uno show televisivo”

Considerato il re dei fornelli, lo chef Gualtiero Marchesi si scaglia contro la nuova moda di proporre l’arte del cucina come uno show televisivo, una sorta di concorso a premi dove l’arte del cucinare non è più fatica e impegno ma solo una gara tra concorrenti.

Gualtiero Marchesi ha appena spento ben 85 candeline e nonostante l’età avanzata rimane ad oggi il re indiscusso della cucina; la sua arte è frutto di grandi fatiche e tanto impegno, ogni traguardo è stato conquistato grazie alla fatica e alla determinazione. Ad oggi ha in cantiere ancora grandi progetti: il primo di tutto è il nuovo ristoranti che si affaccia sulle guglie di Piazza Duomo a Milano, a seguire il libro dedicato al sapore dell’estetica dove vengono raccolte solo immagini di piatti d’autore tutti commentati da lui, poi infine un master di “design della ristorazione”.

Gualtiero Marchesi, in occasione appunto di questa importante festa, si è concesso ad una piacevole intervista dove oltre a presentare questi progetti ha fatto alcune riflessione sul “cuoco d’oggi”:
All’Accademia c’è ancora molta strada da fare perché venga recepito il mio messaggio di far crescere i cuochi verso una visione differente della cucina, vista cioè come un mezzo espressivo e non come un fine. […] Voglio che capiscano cosa significa essere davvero un artista, saper scegliere un suono o un colore, inquadrare un’immagine, strutturare una sceneggiatura. Insomma, imparare l’anima della composizione. […] I media purtroppo hanno creato dei mostri, aggiungo anzi che certi programmi stanno rovinando la cucina. Oggi tutti si sentono grandi chef e facciamo un’enorme fatica a trovare ragazzi che vogliono affrontare questo lavoro con gli enormi sacrifici che richiede. Lo sa qual è stata definita negli Stati Uniti la professione più ambita dai giovani da qui al 2018? […] Per la verità ci ho pensato eccome di andare in tv, anzi ci sto pensando, ma immagino un programma con un format completamente diverso rispetto alle trasmissioni pop che affollano i palinsesti e che per funzionare devono a tutti i costi coinvolgere il pubblico. Serve una televisione che parli di cucina molto seriamente, in un’ottica culturale.“.

in: Notizie Dal Mondo
08 Aprile 2015
di silvia