Emergono i disastri del terremoto: a rischio le coltivazioni

Si contano i danni delle varie e ripetute scosse di terremoto che hanno interessato il centro Italia, e non solo, nei giorni passati; purtroppo i danno si evidenziato anche nei campi e Coldiretti stima i campi a rischio.

Sono oltre 50mila gli ettari di coltivazioni tra grano, orzo e farro che potrebbero non riuscire a sopportare le semine autunnali, facendo così saltare i raccolti e evidenziato una grave perdita nel commercio per il prossimo anno. Un territorio quello del centro Italia che conta la sua maggiore forza in campo commerciale proprio grazie ad agricoltura e allevamento; ma purtroppo il terremoto li ha messi in ginocchio “La maggioranza delle coltivazioni è destinata al grano duro per la produzione di pasta, ma significativa è la presenza dell’orzo per la birra artigianale e la crescente espansione del farro nelle diverse varietà monococco, spelta e dicocco, in gran parte biologico, per prodotti dietetici ad alta digeribilità. In gioco c’è una produzione di cereali stimata in 200 milioni di chili che alimenta una filiera di pane, pasta, biscotti specializzata di altissima qualità, ma anche il paesaggio di uno dei territori più visitati dai turisti. L’agricoltura, tra manodopera familiare ed esterna, contribuisce in modo importante all’occupazione e all’economia di quei territori ma alimenta anche un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo che sostengono anche il flusso turistico. In pericolo ci sono inoltre specialità conservate da secoli, dalla lenticchia di Castelluccio al pecorino dei Sibillini, dal Vitellone Bianco Igp alla patata rossa di Colfiorito, dallo zafferano al tartufo, dal ciauscolo al prosciutto di Norcia Igp, che nell’insieme rappresentano un patrimonio culturale del Paese, oltre che economico ed occupazionale“.

in: Notizie Dal Mondo
08 novembre 2016
di alessio