Dieta dell’orologio, quando dimagrire è solo questione di tempo

Il segreto per riconquistare il peso forma? La dieta dell’orologio. Che consiste nel portare a tavola i cibi giusti, ma soprattutto mangiare a orari regolari, secondo i principi della cronobiologia. Spesso, infatti, i chili di troppo dipendono proprio dal fatto che non rispettiamo i nostri ritmi interni. Questa dieta per essere davvero efficace prevede un digiuno di 18 ore: è consumare i tre pasti della giornata nell’arco di appena sei ore, cominciando con la colazione alle 8 del mattino, il pranzo alle 11 e la cena alle 2 di pomeriggio e digiunando per le restanti 18 ore del giorno.

La dieta dell’orologio non è un regime ipocalorico, né prevede la riduzione di zuccheri o grassi, è una alimentazione bilanciata (che contiene il 50% di carboidrati, il 35% di grassi e il 15% di proteine) che ha come unica clausola rispettare gli orari dei pasti, limitando l’assunzione calorica nella prima parte della giornata.

A inquadrare l’efficacia di questo approccio ci ha pensato un recente studio scientifico condotto dalla ricercatrice italiana Eleonora Poggiogalle. Attiva presso il Pennington Biomedical Research Center di Baton Rouge (USA), ha portato avanti uno studio clinico randomizzato concentrandosi sull’influenza che gli orari dei pasti esercitano sia sull’attività del metabolismo, sia sulla capacità dell’organismo di bruciare i grassi in eccesso.

La ricerca in questione ha preso in considerazione la situazione di un piccolo campione formato da pazienti di età compresa tra i 20 e i 45 anni e tutti in sovrappeso. I soggetti in questione, sono stati invitati a turno a consumare i tre pasti della giornata nell’arco di 12 ore, ossia dalle 8.00 alle 20.00, il tutto per 4 giorni di seguito. Successivamente e sempre per un lasso di tempo di 4 giorni, è stata fornita loro l’indicazione di consumare colazione, pranzo e cena dalle 8.00 alle 14.00. In quest’ultimo caso, i risultati hanno portato alla luce una riduzione dei livelli di grelina, ormone responsabile dell’aumento della sensazione di fame. Fondamentale ai fini degli esiti dello studio è anche il digiuno protratto per 18 ore, che consente di ottimizzare lo smaltimento dei grassi senza conseguenze negative sulla salute (si tratta sempre di una privazione di cibo portata avanti per un tempo limitato).

in: Alimentazione
30 Luglio 2019
di silvia