Date di scadenza degli alimenti: fisse o flessibili?

Questa è la scritta che comprare su molti prodotti, confezionati, e indica qual’è il tempo massimo per cui il cibo in questione mantiene intatte le sue proprietà e può essere mangiato. Ma la data indicata è sempre da seguire alla lettera? A volte le date di scadenza sono più in la di quanto si crede.

“La data di scadenza garantisce la sicurezza d’uso degli alimenti”

Bisogna fare però una distensioni tra i cibi, perché non per tutti vale la stessa regola: i cibi si dividono in due grandi categorie, ovvero quelli con “consumarsi entro…” e quelli del “consumarsi preferibilmente entro…“. Per i primi la data di scadenza è un limite oltre il quale non è consigliabile consumare gli ingredienti, ovviamente è sempre meglio controllarne le condizioni (in questa categoria rientrano alimenti come la carne; per i secondi la data di scadenza indica invece il tempo entro il quale la qualità, il gusto e le altre caratteristiche tipiche del prodotto si mantengono inalterati; oltre questa data, l’alimento può essere ancora consumato, se ben conservato (qui si indicano tutti gli alimenti confezionati).

Alcuni esempi di “preferibilmente entro..”?

Le bibite, che solitamente hanno una scadenza fino ad un massimo di 36 mesi se ovviamente conservate nel modo giusto, possono essere consumate ancora per i 4 mesi (al massimo, non oltre) successivi alla data indicata sulla confezione. Ovviamente se una bibita viene  aperta e/o conservata in un luogo esposto al solo, perdono tutte le loro caratteristiche e proprietà (un esempio? le bibite gassose, se vengono lasciate aperte, perdono tutte le loro “bollicine”).

biscotti hanno anche loro fino ad un massimo di 3 mesi di consumazione oltre la data di scadenza indicata sulla confezione; il consiglio è di conservali nel modo corretto, ovvero in un luogo asciutto e non umido, chiusi nella confezione o in una scatola a chiusura ermetica (non di plastica).

La pasta ha fino a due mesi ulteriori di vita dalla fatidica data, conservandola a temperatura ambiente per evitare che risenta dell’umidità circostante, in più la confezione deve sempre essere chiusa in modo che non diventi questa la “dimora” di vari insetti.

In ultimo nella famiglia dei latticini troviamo lo yogurt, che ha una vita no troppo lunga, al massimo un mese dopo la data indicata; deve essere sempre conservato in frigo, consumato nel giro di massimo 3 giorni da quando è stato aperto. Oltre la data di scadenza un cambiamento importante che lo yogurt subisce è il variare del suo livello si acidità: questo inibisce lo sviluppo di batteri, però perde molto del suo valore nutrizionale perché i fermenti lattici vivi diminuiscono.

in: Alimentazione
04 Ottobre 2015
di silvia