Cresce l’uso dei farmaci tra gli studenti per migliorare la concentrazione

Sono stati chiamati “farmaci-droga” perché gli studenti che ricorrono all’assunzione di farmaci, nati per scopi puramente medici, sono in continuo aumento. L’uso di questi fermaci ha portato alla luce dei numeri talmente alti che in tutto il mondo è stato lanciato l’allarme: l’uso di farmaci usati in modo improprio per potenziare l’attenzione, studiare o migliorare le prestazioni sul lavoro è cresciuto del 9% in due anni. Su 15mila individui intervistati, il  il 14% ha dichiarato di aver utilizzato “droghe intelligenti” almeno una volta nei 12 mesi precedenti nel 2017, rispetto al 5% del 2015.

“C’è un crescente uso legato agli stili di vita di farmaci che potenziano le capacità cognitive da parte di persone sane e questo solleva preoccupazioni etiche”,osserva Barbara Sahakian, neuroscienziata dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito“I partecipanti alla Global Drug Survey sono più propensi della popolazione generale a essere interessati all’uso di droghe, il che potrebbe influenzare i risultati”, puntualizza Larissa Maier, psicologa dell’Università della California, San Francisco, che ha guidato lo studio.

A esser stato analizzato è l’uso di sostanze normalmente prescritte nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), così farmaci studiati per curare i disordini del sonno in chi fa turni notturni; ma anche stimolanti illegali come la cocaina.

I maggiori aumenti sono stati in Europa: dal 2015 al 2017 l’uso in Francia è salito dal 3% al 16%, nel Regno Unito dal 5% al 23%, in Olanda dal 10% al 24%, in Irlanda dal 4% al 18%

in: Notizie Dal Mondo
09 Luglio 2018
di silvia