Come e quando fa bene il cioccolato

 

Gli esperti mettono in primo piano gli aspetti positivi di questo alimento, ovvero:

– un alimento adatto a tutti, grandi e piccini, deve essere inserito in ogni tipo di dieta (attenzione alla dose perché rimane sempre un cibo calorico), bisogna fare “attenzione” al cioccolato consumato perché non tutti sono uguali e ogni varietà viene preparata con una lavorazione differente del seme di cacao (il cioccolato più indicato è quello fondente, quello meno indicato è quello bianco), abbinato questo con latte frutta secca o alcol aumenta in modo esponenziale le sue calorie; ATTENZIONE: una limitazione c’è per il consumo del cioccolato, non possono mangiarlo i diabetici, chi ne è allergico e chi soffre di reflusso gastro-esofageo.

– si può definire come un “medicinale” grazie ai suo molti aspetti positivi, tra cui l’essere antiossidante, ricco di vitamina E (importanti i flavonoidi che limitano la formazione di radicali liberi), diminuisce lo stress portandoci in situazioni di buonumore;

– importante è scegliere il cioccolato in base alla quantità di flavonoidi contenuti; questi sono presenti  in primis nella polvere di cacao, a seguire troviamo il cioccolato fondente (tra tutti il più consigliato anche dai medici) e il cioccolato al latte;

– la frase che abbiamo riportato all’inizio di questo articolo “un cubetto di cioccolato rende felici tutti i palati” perché è tanto vera? Semplice, il sapore del cioccolato soddisfa il palato e quindi un senso di sollievo porta già a sentirsi meglio, in più all’interno di una cubetto di cioccolato è contenuta la serotonina, il neuro-trasmettitore del buon umore.

 

 

 

 

A cosa può portare però un abuso del cioccolato? Ovviamente mangiare troppo cioccolato porta ad ingrassare, ma in alcuni casi si può arrivare in vere e proprie situazioni di dipendenza da cioccolato. Il Dipartimento di Psicosociologia di Dundee, Scozia, sostiene che: “chocoholics, i dipendenti del cioccolato, presentano atteggiamenti comportamentali univoci e sono attratti soprattutto dagli stimoli olfattivi e gustativi; addirittura se invitati ad assumere la quantità giornaliera usuale di cioccolato sotto forma di cioccolato bianco, oltre due terzi delle persone sottoposte al test presentavano sintomi di abbattimento morale, dimostrando il forte ruolo dell’aspetto e dell’aroma nell’appagamento del consumo di cioccolato.“.

 

in: Alimentazione
27 Marzo 2013
di alessio