Ciliegie, a cosa fanno bene?

Le ciliegie sono un particolare tipo di frutto che può nascere da due diverse specie botaniche: da una parte c’è il ciliegio dolce che produce le ciliegie che vengono consumate normalmente, dall’altra il ciliegio visciolo che produce le amarene e le marasche (ciliegie acide).

Analizzare una ciliegia

All’interno di un piccolo semplice frutto, il cui diametro può variare da 0.7cm a 2cm, sono contenute vitamine e sali minerali, oltre che acqua e proteine.

Nel dettaglio in un frutto ci sono: 77-87% di acqua, 11-22,5% di zucchero, 0.1% di grassi, 0.7-1% di proteine, poi vitamina A, vitamina , potassio e fosforo.

Coltivazione e consumo

Raccolta: questi frutti vengono raccolti in genere da metà maggio fino ai primi giorni di luglio, solitamente si può dire che coincide con tutto il mese di giugno. E’ proprio durante questo mese che c’è la festa di San Giovanni, il 24 del mese, dove si completa la raccolta delle ciliegie precoci e di media maturazione.

Consumo: una volta raccolte non resta che venderle e per fare questo tutti i produttori effettuano tra i frutti una divisione in due categorie; la prima categoria riprende tutti quei frutti provvisti di peduncolo e perfettamente corrispondenti alla varietà dichiarata (per colore e forma), mentre nella seconda categoria rientrano gli scarti, ovvero quei frutti che presentano piccoli difetti per forma e colore.

Perché consumarle

Le ciliegie, grazie alla loro “costruzione interna” si rivelano delle ottime alleate della salute perché aiutano l’organismo a stare bene sotto svariati punti di vista. A trarre beneficio da un’alimentazione che in questo periodo include anche questo frutto sono: pressione, retina, fegato, intestino, pelle e capillari, scottature, colesterolo, gastrite, stitichezza e diuresi, artrite e per finire anche il sonno.

in: Conoscere gli ingredienti
12 Maggio 2015
di silvia