Cannavacciuolo, storia di un grande chef cresciuto in una famiglia semplice

Anna, mamma di Antonino, racconta per la prima al quotidiano Il Corriere della Sera l’infanzia di quello che è diventato oggi uno dei numeri uno della cucina italiana. In arte Antonino Cannavacciuolo, nella vita semplicemente Antonino, è cresciuto fin da quando era piccolo tra cucina, ricette e panini al salame.

“Da piccolino tagliava per me patate e zucchine e preparava panini al salame per i compagni di squadra” svela la mamma, oggi nonna di due bambiniNel cortile lui e la sorella Tina, di due anni più grande, stavano con le pentoline e il coltello e mi affettavano la verdura: patate, zucchine, quel che c’era”.

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Un’infanzia normale quella di Antonino, fatta di giochi ma anche di doveri e talvolta di castighi “Quando disobbediva – racconta – lo obbligavo a dormire nella 500”. Tutto perché semplicemente i bambini dovevano crescere dritti e ben educati certi figli se non li raddrizzi da piccoli, dopo non ci riesci più” dice lei.
Ma nonostante qualche marachella, Antonino è sempre stato un bambino di cuore, altruista e sempre disponibile verso il prossimo “Come quella volta a Natale che la maestra aveva fatto fare dei lavoretti alla classe e ognuno aveva una candela. Una si ruppe e Tonino si offrì di prendere lui quella e poi ancoraUna volta, era al campetto di calcio, stava mangiando il panino con salame e si accorse che un suo amico più grande lo guardava: non si accontentò di dargliene un pezzo, venne a casa a prepararne un altro per lui. E un’altra volta comprò la carbonella a una vecchietta che neanche conosceva. È sempre stato buono”.

 

in: Notizie Dal Mondo
20 Agosto 2018
di alessio