Caffè in crisi, Bialetti a rischio chiusura

Una crisi importante quella che sta toccando in questi ultimi anni un simbolo della tradizione italiana: la famosa Moka “del baffo” è un’icona italiana conosciuta in tutto il mondo che purtroppo molto presto potrebbe dire addio per sempre agli scaffali dei negozi e dei grandi distributori.

La crisi di un marchio famoso in tutto il mondo come quello di Bialetti è il chiaro segno di un’epoca che cambia, cambiano le mode e le tendenze e purtroppo per un certo tipo di caffè sembra non esserci più spazio. Oggi l’avvento delle capsule e del caffè dei competitors, come ad esempio Nespresso, ha “schiacciato il tradizionale caffè che esce rumorosamente dalla Moka.

Nel 2018 quell’azienda che ha fatto la storia d’Italia rischia di non esserci più. La società di revisione ha infatti “dichiarato l’impossibilita di esprimere un giudizio” sul bilancio consolidato semestrale. Lo ha comunicato la stessa Bialetti in una nota, indicando che la decisione è stata presa “in ragione di alcuni elementi di incertezza che possono determinare l’insorgenza di dubbi circa la continuità aziendale della società”. Il comunicato sul sito dell’azienda è un susseguirsi di numeri e cifre. Due le più importanti: “al 30 settembre Bialetti Industrie Spa registra una liquidità di 520 mila euro e un indebitamento di 40 milioni”, di cui debiti per stipendi relativi ai dipendenti del gruppo non pagati per 590 mila euro.

Come riporta il Corriere della Sera, “Il gruppo Bialetti ha riportato per una perdita di 15,3 milioni di euro, in peggioramento rispetto al rosso di 1,6 milioni riportato nello stesso periodo un anno prima.”.

Cifre importanti che potrebbero portare molto presto la chiusura di una delle aziende storiche italiane, oltre che simbolo della produzione Made in Italy.

“Il risultato – si legge infine nel comunicato del gruppo – risente principalmente della generale contrazione dei consumi registratasi sul mercato interno ed estero nonché della situazione di tensione finanziaria che ha determinato ritardi nell’approvvigionamento, nella produzione e nelle consegne di prodotti destinati alla vendita sia nel canale retail che nel canale tradizionale, lasciando inevasi significativi quantitativi di ordini di vendita già acquisiti in quest’ultimo canale”.

 

in: Notizie Dal Mondo
28 ottobre 2018
di alessio