Anziani e cibo scaduto, una brutta abitudine da combattere

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Complice l’età avanzata, è facilissimo trovare nelle cucine delle persone anziane cibo scaduto che loro però tendono comunque a consumare, senza tenendo presenti le spiacevoli conseguenze a cui spesso si rischia di andare incontro. A far luce, tramite anche uno studio, è stata l’Università Cattolica e il Policlinico Gemelli di Roma che ha definito le tavole degli anziani come “tavole horror”.

La ricerca ha coinvolto circa 200 anziani (età media 74 anni) frequentanti l’Ambulatorio di geriatria, il Centro fitness oppure ricoverati presso il Reparto di ortogeriatria, presso il Centro di medicina dell’invecchiamento (Cemi) del Gemelli. Scopo dell’indagine: studiare se fattori economici, etici, socio-culturali possano incidere sul rischio di un’alimentazione non sicura, sia dal punto di vista nutrizionale sia igienico-sanitario.

I risultati sono stati davvero significativi: il 90% degli intervistati assume quotidianamente frutta e verdura, il 18% consuma pesce raramente, il 40% cerca di perdere peso, l’80% è disposto a restrizioni alimentari per favorire la salute, il 30% dichiara di ricevere informazioni sulla corretta alimentazione dalla televisione, da giornali e da Internet, il 35% da medici specialisti cui si sono rivolti per motivi di salute, mentre solo il 15% dal medico di famiglia.

Ma al centro dello studio rimane il consumo dei beni alimentari scaduti: il motivo principale oggi che porta le persone anziane a non eliminare alcun tipo di cibo è strettamente legato alla crisi economica; per una persona anziana, in particolare per gli over 85, il rischio di contrarre infezioni e intossicazioni è elevatissimo. [Per esempio, in caso di ricovero per gastroenterite è stato stimato un rischio di morte 33 volte superiore negli anziani rispetto alla fascia di età 20-49 anni.]

La parola finale ai ricercatori che hanno condotto lo studio: “Questo quadro mette in evidenza margini di miglioramento sia per quanto riguarda la sicurezza nutrizionale che per quella alimentare, e grandi potenzialità si intravedono nel coinvolgimento dei medici di famiglia e dei caregivers attraverso azioni di educazione e sensibilizzazione. La salute degli anziani è infatti un obiettivo prioritario per la sanità pubblica del nostro Paese, consentendo anche il risparmio di risorse per le cure, e passa attraverso una responsabilizzazione consapevole degli anziani stessi. Supportati dai medici di famiglia e dalle persone e dai professionisti che se ne prendono cura (ad esempio le badanti o i familiari), gli anziani hanno tutti gli strumenti per far proprie le più semplici norme di igiene degli alimenti e per seguire un’alimentazione equilibrata”

in: Notizie Dal Mondo
06 Agosto 2015
di silvia