Allarme WWF “Fra 50 anni, vino e frutta potrebbero scomparire”

L’Italia appartiene alla porzione di mondo che consuma più di quanto ha disposizione: per soddisfare il nostro fabbisogno, o meglio quello che abbiamo reso tale considerando anche gli sprechi e i consumi voluttuari, servirebbero almeno 4,3 Italie.

Sono i dati, diffusi dal WWF, in occasione dell’Earth Hour 2019: dalle 20.30 i riflettori sui maggiori monumenti e le luci delle case si spegneranno, per sensibilizzare la popolazione sul buio al quale il nostro pianeta andrà incontro, se l’umanità non modificherà le proprie abitudini di vita.

Secondo uno studio, nel corso dei prossimi 50 anni la produzione di vino calerà dell’85 percento a causa della maturazione dell’uva resa più difficoltosa dalle temperature in aumento. Lo stesso succederà con frutti come le albicocche, le pesche e le fragole. Diminuendo il numero di frutti in circolazione, peraltro, il loro prezzo subirà un inevitabile aumento. In calo anche la produzione del grano con una diminuzione del 20 percento, della soia del 40 percento e del mais del 50 percento. Una situazione che si è già affacciata da tempo sul nostro mondo, dove il clima ha portato alla diminuzione del rendimento di queste coltivazioni nel 60 percento dei casi.

I cambiamenti climatici influirebbero anche sulla qualità del cibo, come ricorda il Corriere della Sera: i nutrienti negli alimenti potrebbero diminuire.

in: Alimentazione
01 Aprile 2019
di silvia